Super Qualifica vs Esperienza: una lotta senza vincitori

Scopri come puoi integrare le qualifiche e la preparazione dei nuovi manager con l’esperienza, l’affidabilità e la lealtà dei professionisti che sono pietre miliari dell’azienda.

In alcune situazioni, seguo giovani manager laureati e super masterizzati che entrano in crisi, perché non riescono ad ottenere nel lavoro i risultati che si aspettano.

Non sono messe in discussione la loro preparazione o la loro competenza, in quanto dal punto di vista dei percorsi formativi che hanno seguito, è difficile poter trovare di meglio.

Quello che hanno in comune questi giovani manager, è che sono stati assunti da aziende fondate molti anni prima, magari a conduzione familiare e che attraverso un duro lavoro di chi le aveva fondate, erano riuscite a crescere in maniera importante.

A quel punto, per l’azienda, diventa indispensabile, avere nel suo organico un professionista con determinate competenze, che le permetta di compiere un ulteriore salto di qualità: per questo si rende necessario assumere questi giovani super esperti.

I giovani manager, preparatissimi e frenetici di poter mostrare la loro preparazione, rischiano di dimenticare però che queste aziende avevano un loro passato.

Infatti attraverso le relazioni consolidate nel tempo di fiducia, stima e sostegno l’uno verso l’ altro, queste aziende sono state in grado di costruire un successo importante.

Con l’arrivo del Manager super qualificato, improvvisamente le persone artefici di tali successi, si sentono messe da parte e non più attori principali, per il raggiungimento di ulteriori successi.

Questo accade perché il giovane manager, sicuro di sé e delle sue competenze, inizia ad apportare alcuni cambiamenti radicali, senza coinvolgere nessuno degli anziani protagonisti del successo.

Ecco quindi la dinamica disfunzionale:

  • i professionisti più anziani, si sentono un po’ traditi dalla dirigenza, che sceglie un giovane esperto al loro posto
  • l’esperto non avendo preso in considerazione la storia dell’azienda che lo ha assunto, inizia ad agire senza confrontarsi con i professionisti più anziani, che si sentono squalificati dal giovane manager

Siccome le aziende sono costituite da persone e le relazioni incidono sul successo, i vecchi dipendenti, sentendosi da una parte traditi, dall’altra antiquati e squalificati, iniziano a remare contro il giovane manager, oppure tirano i remi in barca, non sentendosi più importanti.

 

A questo punto, il giovane manager, assunto per l’ulteriore salto di qualità, riceve i primi segnali di contrarietà da parte della dirigenza ed entra in crisi.

Improvvisamente tutte le sue competenze, sembrano svanite nel nulla.

Il trattamento di queste situazioni, all’apparenza molto difficoltoso, se analizzato con attenzione risulta molto più semplice del previsto.

Il problema nasce dall’irruenza del giovane manager, nel voler dimostrare le sue competenze e le proprie capacità, senza considerare le altre persone che per tanto tempo, avevano contribuito al successo.

Quando il giovane manager comprende il proprio modo disfunzionale di agire, è disposto a seguirmi in quelle indicazioni che potremmo definire relazionali.

 

Ecco come ho agito in questi casi.

 

Ho chiesto a questi professionisti super esperti, di non mostrarsi più esperti, ma di mostrare di aver bisogno dei vecchi artefici del successo, chiedendo loro consigli o opinioni.

Tale cambiamento relazionale, ha permesso ai vecchi dipendenti di sentirsi di nuovo importanti e parte del progetto e al nuovo manager competente di poter esprimere il proprio talento.

Unendo questi due ingredienti, l’azienda, quasi magicamente, è riuscita a raggiungere il successo pianificato.



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